La ricercatrice Yilin Chen studierà l’impatto ambientale dell’alta velocità. Selezionata tra oltre 17 mila candidature, la studiosa ha individuato nell’Ateneo maceratese l’incubatore ideale per il progetto RailJust: due anni di studi avanzati su infrastrutture, intelligenza artificiale e giustizia ambientale
L’Università di Macerata si conferma un magnete per i talenti della ricerca internazionale. In un’annata da record per livello di competitività, la giovane ricercatrice Yilin Chen ha conquistato una delle più ambite borse di ricerca europee – la Marie Skłodowska-Curie European Postdoctoral Fellowship – scegliendo proprio l’Ateneo marchigiano come istituzione ospitante e base operativa per il suo nuovo studio. Un risultato di grande rilievo, soprattutto in un anno – il 2025 – segnato da una competizione senza precedenti: l’Agenzia esecutiva europea per la ricerca (REA) ha ricevuto 17.066 candidature e ne ha finanziate solo 1.610, con un tasso di successo del 9,6%, in netto calo rispetto alle precedenti edizioni.

Economista specializzata in sviluppo economico, cambiamento strutturale e disparità regionali, Yilin Chen porta a Macerata un profilo di respiro mondiale. Con un dottorato all’Università di Nagoya, Giappone, un master alla Manchester University, Regno Unito, e una laurea alla Donghua University di Shanghai, Cina, vanta esperienze dirette di ricerca in Asia, Africa ed Europa.
Per i prossimi 24 mesi, sotto la supervisione di Eleonora Cutrini, professoressa associata di economia applicata del Dipartimento di Economia e Diritto di Unimc, Chen lavorerà a Macerata al progetto “High-Speed Rail, Environmental Inequality, and Spatial Variation in China: A Causal Machine Learning Approach”, che ha come acronimo RailJust.
Al centro dello studio vi è l’analisi degli effetti ambientali della rete ferroviaria ad alta velocità in Cina, con particolare attenzione all’inquinamento da particolato fine PM2.5, ossia le polveri sottili con diametro inferiore a 2,5 micrometri, tra le più dannose per la salute umana. Le grandi infrastrutture possono rappresentare un motore di crescita economica, ma anche generare squilibri territoriali e disuguaglianze ambientali. Il progetto RailJust utilizzerà dati satellitari e tecniche di intelligenza artificiale per stimare l’impatto dell’alta velocità sulla distribuzione dell’inquinamento, analizzando le differenze tra regioni.
“Il successo ottenuto in un bando così selettivo – commenta il rettore John Mc Court – conferma la capacità dell’Università di Macerata di attrarre talenti e progetti di eccellenza a livello internazionale. La Marie Skłodowska-Curie Fellowship rappresenta non solo un riconoscimento individuale per la ricercatrice, ma anche un investimento strategico per l’Ateneo e per il territorio”.
“Il punteggio molto elevato ottenuto nella valutazione europea – ribadisce Eleonora Cutrini – conferma la solidità scientifica e l’originalità di un progetto che avrà importanti ricadute economiche, tecnologiche e sociali. Comprendere come le grandi infrastrutture incidano sulle disuguaglianze ambientali significa fornire strumenti per orientare le politiche ambientali, la pianificazione territoriale e le strategie di sviluppo sostenibile, soprattutto nelle regioni più fragili o in ritardo di sviluppo, dove le scelte pubbliche possono fare la differenza nel ridurre i divari e promuovere una crescita più equa”.
Pur concentrandosi sul caso cinese, i risultati avranno infatti una forte rilevanza internazionale. Le evidenze prodotte potranno infatti contribuire al dibattito europeo su infrastrutture sostenibili, coesione territoriale e transizione ecologica, in linea con gli obiettivi del Green Deal dell’Unione europea.