L’85% ha svolto attività di studio o ricerca all’estero, contro il 59,5% del campione AlmaLaurea. Tre occupati su quattro lavorano nel Centro Italia
Alta occupazione, apertura internazionale e una ricaduta significativa sul territorio. È il quadro che emerge dal Report AlmaLaurea 2026 sui percorsi e sugli esiti professionali delle dottoresse e dei dottori di ricerca dell’Università di Macerata.
A tre anni dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione raggiunge il 95,5%. Il 61,9% svolge attività di ricerca in misura elevata e il 71,4% considera il dottorato efficace o molto efficace per il proprio lavoro; nessuno lo giudica poco o per nulla efficace.
Già a un anno dal titolo risulta occupato l’88,9% dei dottori di ricerca UniMC. La totalità svolge professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione e il 66,7% lavora come ricercatore o tecnico laureato nell’università, rispetto al 57,3% del campione complessivo. Tre occupati su quattro, il 75%, lavorano nel Centro Italia: un dato che conferma la capacità dell’alta formazione di mettere competenze avanzate al servizio delle istituzioni, della ricerca, delle imprese e dei territori.
Particolarmente rilevante è la dimensione internazionale. L’84,6% ha svolto un periodo di studio o ricerca all’estero, oltre 25 punti percentuali in più rispetto al 59,5% registrato nel complesso degli atenei coinvolti nell’indagine. La soddisfazione per l’esperienza internazionale raggiunge una media di 8,5 su 10.
Positivi anche gli indicatori relativi alla formazione e al sostegno economico: l’84,6% ha partecipato abitualmente ad attività formative strutturate, contro l’80,6% del campione, mentre l’89,7% ha beneficiato di un finanziamento, rispetto all’85,6%.
“I dottori e le dottoresse di ricerca non sono soltanto i futuri docenti universitari – commenta il rettore John McCourt –. Sono una risorsa essenziale per un Paese che vuole crescere, innovare e affrontare problemi sempre più complessi. Portano capacità di ricerca, pensiero critico e competenze avanzate nelle università, nelle scuole, nelle imprese, nella pubblica amministrazione e nel terzo settore. È significativo che, a un anno dal titolo, tre occupati su quattro lavorini nel Centro Italia: l’alta formazione può contribuire concretamente a trattenere e valorizzare competenze di alto livello nei nostri territori».
I risultati riflettono il lavoro della Scuola di Dottorato di Ateneo, istituita nel 2005, e il ruolo di UniMC come sede amministrativa del Dottorato di interesse nazionale in “Teaching & Learning Sciences: Inclusion, Technologies, Educational Research and Evaluation”, una grande rete scientifica dedicata all’inclusione, alle tecnologie didattiche, alla ricerca educativa e alla valutazione.
Il rapporto tra alta formazione, innovazione e territorio è rafforzato dalla collaborazione con la Regione Marche. Per l’anno accademico 2025/2026, nell’ambito del PR Marche FSE+ 2021–2027, UniMC ha bandito cinque borse per dottorati innovativi a caratterizzazione industriale, con progetti di ricerca applicata sviluppati insieme alle imprese e periodi di attività in azienda e all’estero.