La convenzione tra l’Università di Macerata e il Centro Studi Americani di Roma garantisce l’accesso a un ampio patrimonio bibliografico e offre opportunità di riflessione e ricerca sull’impatto globale della società, della cultura e della politica statunitensi.

Almeno dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’influenza degli Stati Uniti sulla cultura occidentale si è diffusa in maniera profonda e pervasiva. Il linguaggio, i modelli musicali e cinematografici di riferimento e molti altri aspetti della nostra società si ispirano a quelli statunitensi. Ne ha parlato Valerio Massimo De Angelis, docente di Letteratura e cultura angloamericana all’Università di Macerata, nell’intervista ai microfoni di SociaL@b: «La musica che viene fatta in Italia è modellata sulla musica americana, le serie TV sono modellate sulle serie TV o web americane».

Studiare la cultura degli Stati Uniti rappresenta, dunque, uno strumento fondamentale per orientarsi nella complessità del presente, «per capire come muoversi e come localizzarci in un universo in cui la presenza americana, che lo vogliamo o non lo vogliamo, – ha chiarito il professore De Angelis – è assolutamente centrale e influente nella nostra vita anche quotidiana».

In questo contesto, la collaborazione tra l’Università di Macerata e il Centro Studi Americani di Roma si configura come un’occasione strategica per l’intera comunità accademica, offrendo percorsi di approfondimento, ricerca e riflessione.

Il professor Valerio Massimo De Angelis nella diretta al SociaL@b.

Il Centro Studi Americani

Il Centro Studi Americani, con sede nel prestigioso Palazzo Antici Mattei a Roma, è uno dei principali istituti europei dedicati allo studio degli Stati Uniti. Il Centro mira promuovere il dialogo tra la cultura americana e quella italiana attraverso diverse tipologie di attività scientifiche e divulgative: convegni, seminari, mostre, incontri pubblici e la messa a disposizione di un ricco patrimonio bibliografico consultabile presso la propria biblioteca e online. Si tratta di uno spazio di riferimento per ricercatrici e ricercatori, ma anche di un «luogo di incontro, di confronto, dove si scambiano le idee, si comincia a progettare». Allo stesso tempo, nell’ottica di creare connessioni tra il sapere accademico e la società civile, Il Centro Studi Americani promuove anche iniziative indirizzate alla cittadinanza, coinvolgendo persone esterne alla comunità accademica.

Il Palazzo Antici Mattei, sede del Centro Studi Americani.
Fonte: www.turismoroma.it

Il legame con l’Università di Macerata

La collaborazione tra il Centro Studi Americani e l’Università di Macerata va avanti da diversi anni. Nel tempo, tale rapporto ha favorito lo sviluppo di numerose attività di ricerca, progetti condivisi, convegni, occasioni di formazione e iniziative aperte alla cittadinanza.

Il percorso si è ulteriormente rafforzato grazie alla stipula di una convenzione tra i due enti, che consente oggi alla comunità UniMC – studentesse, studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo – di accedere a un’ampia gamma di risorse. «Grazie a questa convenzione con il Centro, – spiega il professor De Angelis – tutti i membri della comunità hanno accesso a una quantità davvero grande di banche dati, non solo per l’americanistica in senso stretto, ma anche per le relazioni internazionali in generale, letteratura, filosofia e via dicendo». Oltre ai servizi offerti nella sede di Roma, tra cui il supporto alla ricerca bibliografica e l’accesso a un catalogo specializzato, è prevista la possibilità di usufruire anche da remoto delle risorse elettroniche messe a disposizione dal Centro.

In un contesto internazionale caratterizzato da forti tensioni politiche, instabilità economica e trasformazioni profonde degli equilibri, gli Stati Uniti continuano a coprire un ruolo di grande rilievo. In questo scenario, la possibilità di accedere a fonti, strumenti e opportunità di approfondimento grazie alla collaborazione con il Centro Studi Americani si configura come un elemento strategico per comprendere meglio il presente e analizzare criticamente le dinamiche globali.